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LA MESSA DEL PAPA ... la scelta del repertorio



La messa del Papa è stata sicuramente una grossa occasione per la nostra corale e per i nostri giovani. Una di quelle occasioni che effettivamente non capitano spesso e che vanno preparate con cura e senza tralasciare alcun particolare. Con questo spirito tutti noi abbiamo affrontato questo incarico impegnandoci fin da subito a dare il meglio convinti che avremmo scritto una pagina importante nella storia del nostro coro e anche nella piccola storia di cristiani. Un plauso particolare dunque ai nostri coristi (dagli esperti della Corale ai giovane del Coro Accanto) che in meno di 2 mesi hanno dovuto affrontare un repertorio ampio e per moltissimi ancora sconosciuto.
Proprio la scelta del repertorio è stata la prima tappa di questa avventura.... Negli incontri avuti a Brescia con il cerimoniere delle celebrazioni vescovili, don Vincenzo Peroni, e con il maestro Remo Crosatti che ha diretto gli altri cori coinvolti per l’aiuto all’assemblea, abbiamo esaminato le richieste e le indicazioni arrivate da Roma e alla fine abbiamo steso un programma molto ampio, che potesse coprire i tempi previsti dalla celebrazione, e al contempo di grande qualità musicale. Nostro è stato il primo saluto che Papa Benedetto XVI ha udito entrando in Piazza Duomo: il corteo è stato infatti accolto con il possente Tu es Petrusa 5 voci di L. Perosi. Dopo le numerose volte in cui l’abbiamo eseguito in concerto, l’abbiamo cantato per colui che di Pietro è il successore, il Papa. L’ingresso della processione dei celebranti è stato poi accompagnato dal Cunctipotens, un discanto del XV secolo cantato dai cori uniti e accompagnato oltre che dall’organo anche dal quartetto di ottoni della Cattedrale. Questo brano la nostra corale lo aveva studiato nell’agosto 2000 quando era stato utilizzato per accogliere con la massima solennità le reliquie di S. Ercolano di ritorno da Campione.E’ seguita l’antifona d’ingresso della messa gregoriana propria della XXXII domenica del tempo ordinario, Intret oratio meaeseguita dalle nostre voci maschili.Le parti dell’ordinario della Messa (Kyrie, Gloria, Sanctus e Agnus Dei) sono state cantate in gregoriano alternando l’Assemblea con versetti polifonici di D. Bartolucci. Il salmo responsoriale cantato da tutta l’Assemblea e dal tenore solista è stato composto dal m° Remo Crosatti, direttore della Cappella del Duomo di Brescia.All’offertorio abbiamo cantato insieme ai cantori di Brescia il corale. Il pane e il vinodi J. S. Bach alternando ai versetti del corale intermezzi suonati da organo e ottoni. Alla comunione il problema principale era prevedere un numero di brani tale da coprire tutta la durata. C’erano circa 12000 persone alle quali doveva essere distribuita la comunione da più di 100 sacerdoti. La scelta è stata di alternare brani polifonici da noi eseguiti a canti assembleari sostenuti dagli altri cori. La nostra corale ha cosi eseguito l’antifona di comunione del proprio della XXXII domenica del T. O. Dominus regit me, con le sole voci maschili e i brani polifonici O sacrum conviviumdi G. Croce e Sicut cervus di G. P. da Palestrina. Alla fine della celebrazione per accompagnare l’uscita della processione dei celebranti è risuonato in tutta la piazza il nostro Magnificatdi F. Schubert accompagnato da organo e ottoni. Finito questo brano ci siamo accorti che il Papa era ancora in Cattedrale per salutare i fedeli ed allora non potevano non approfittare per salutare anche noi il Papa con la tradizionale acclamazione “a Papa Benedetto salve, salve....”, la firma della nostra corale ad una celebrazione bella ed emozionante, sicuramente esemplare dal punto di vista liturgico musicale. Tutti i brani da noi eseguiti sono stati accompagnati all’organo dal nostro organista Matteo Pian talvolta insieme al quartetto di ottoni. Una delle cose che più ci deve restare da questa esperienza è l’insegnamento avuto in sede di preparazione con don Vincenzo e il m° Remo: tutti i momenti musicali sono stati preparati con la massima cura facendo attenzione a servire la liturgia e non i nostri gusti, a stimolare e favorire la partecipazione dell’Assemblea e al tempo stesso far risuonare anche quella che il Papa stesso indica come il grande patrimonio musicale della Chiesa Cattolica, il gregoriano e la polifonia.
 
Gianpietro Bertella
 
Dal bollettino nr.01/2010





01/02/2010


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